262016ago
La Busta Arancione spaventa il 40% degli italiani. Ecco come farsi aiutare

La Busta Arancione spaventa il 40% degli italiani. Ecco come farsi aiutare

Hai ricevuto la busta arancione? Ti sei preoccupato? Ti sei spaventato? Oppure hai scoperto che le cose potrebbero non andarti così male? In tutti i casi si tratta di capire cosa fare adesso, per mettere un po’ più al sicuro la propria vecchiaia. Questo vale anche per chi ha ricevuto dalla busta arancione informazioni non troppo allarmistiche, perché l’Inps tiene conto delle stime ufficiali di crescita del Pil della Ragioneria generale dello Stato, che stima una crescita media dell’1,5%, senza tener conto della recente recessione.
Cosa c’è, quindi, dentro la busta arancione? 
E’ composta da tre pagine e sono indicati:
  • la data prevista di pensionamento
  • l’ultima retribuzione o reddito percepiti
  • il valore del primo assegno di pensione
  • il tasso di sostituzione al lordo e al netto di tasse e contributi.
L’Inps, sotto la guida del Presidente Tito Boeri, ha iniziato a inviare ai primi 150 mila iscritti (con l’obiettivo di spedirla a 7 milioni di lavoratori entro l’anno) la missiva che contiene le stime personalizzate della prima pensione attesa a fine carriera con l’indicazione dell’anno previsto di pensionamento.
Già da subito sia la busta arancione cartacea sia il suo omologo sul web “La Mia Pensione”  (il servizio on-line di simulazione della pensione che l’Inps ha messo a disposizione un anno fa anticipando le lettere partite quest’anno) si sono rivelati una doccia fredda soprattutto per le generazioni più giovani.
Ecco, ad esempio, la storia di Selene, 31 anni, “costretta” dalla previsioni contenute nella busta, ad andare in pensione con 50 anni di contrubiti:
E infatti l’Inps, nel suo sondaggio di verifica, rileva un aspetto molto interessante: la reazione dei contribuenti di fronte alle stime ottenute sull’importo dell’assegno pubblico. Ebbene, quasi il 40% afferma che l’ammontare della pensione che scaturisce dalla simulazione è inferiore rispetto alle attese. Oltretutto si deve segnalare che i risultati de “La mia Pensione” si basano su ipotesi giudicate da alcuni analisti un pò troppo ottimistiche, perchè considerano una crescita del Pil dell’ 1,5% che può essere diminuito fino all’1% ma non sotto. Ciò in una fase in cui l’economia italiana negli ultimi anni non è cresciuta a questi ritmi e anche per i prossimi il rischio che non possa raggiungere questo obiettivo non sono da sottovalutare. La busta arancione cartacea invece considera addirittura l’1,5% fisso.
I contribuenti italiani sempre di più stanno comprendendo come sia di fondamentale importanza una corretta “educazione previdenziale”, al fine di non ritrovarsi  impoveriti nel passaggio dal posto di lavoro alla quiescenza. I fondi pensione, con una corretta pianificazione dei contributi anche utilizzando il Tfr (per i lavoratori dipendenti) permettono una necessaria e sostanziale integrazione pensionistica, colmando il cd. “gap previdenziale”.
Inoltre i versamenti volontari (con l’esclusione quindi dei contributi da Tfr) sono deducibili ai fini Irpef fino a 5.164,57. Tale importante beneficio rende i fondi pensione degli strumenti estremamente efficaci per  abbattere le imposte relative al proprio reddito personale.
Che fare, allora, per risolvere al meglio questo problema?
Per conoscere la propria situazione e simulare con affidabilità un piano per integrare la propria pensione, trovando il giusto equilibrio per poter attendere con serenità la propria sudata pensione, si può contattare la propria agenzia UnipolSai di riferimento.

Un esempio? cCon una corretta pianificazione pensionistica, puoi integrare fino al 100% il gap previdenziale altrimenti fermo al 50%.


I nostri agenti ti forniranno tutte le informazioni che servono e ti aiuteranno a trovare il piano integrativo più adatto a te e alla tua situazione.
 Per affrontare più serenamente il futuro occorre agire ora.